[Stress]

A seguito della normativa, ed alle successive integrazioni *, che regolano la valutazione, la gestione e la prevenzione delle problematiche legate allo «Stress Lavoro Correlato», nel prossimo periodo sarà molto importante per le organizzazioni coordinare e governare tale processo in maniera costruttiva ed efficace.
Lo sviluppo legislativo offre la possibilità concreta di ottimizzare il rapporto fra gli individui ed il contesto lavorativo, valutando i fattori che concorrono a sviluppare e mantenere il benessere organizzativo e quindi l’efficienza e la produttività generale.

Da decine di anni assistiamo alle dichiarazioni di chi lavora nelle organizzazioni produttive di prodotti o servizi. In tutte si è sempre rilevato statisticamente che il numero di lavoratori insoddisfatti, incompresi che si sentivano male utilizzati oscillava tra il 60% e l'80% **. Questo è il malessere che deriva nel lavorare in una organizzazione in qualità di prestatore di lavoro. Nessun rilievo è stato fatto invece sul malessere derivante dal vivere in altre istituzioni quali la famiglia o la comunità di appartenenza. Qui per istituzione si intende "un modello di comportamento dotato di cogenza normativa". Nelle nostre ricerche e dai nostri rilievi si individuano percentuali simili, confermando la trasversalità della problematica. Pertanto quello che si rileva nelle organizzazioni nelle quali all'individuo viene chiesto di prestare lavoro  è solo uno degli aspetti che contribuiscono allo stress di una persona e non l'unico aspetto. Questa affermazione deriva dal riconoscimento che una persona non è solo quella che si ha al lavoro ma quella che si ha anche in famiglia, con gli amici, nel tempo libero ovvero quella che è in tutte le sue espressioni viste a 360°, come dire che il semplice fatto che al lavoro si passa la maggior parte del  tempo non giustifica l'impostazione che vede il lavoro l'unica fonte di stress per un individuo. Questo fattore non è da sottovalutare nell’ottica dell’analisi dello «Stress Lavoro Correlato» per alcune importanti ragioni: è possibile che i lavoratori si trovino già in una situazione definibile di rischio ancor prima che intervengano le variabili collegate agli aspetti strettamente lavorativi? E’ veramente possibile scindere totalmente i vari aspetti della vita di un individuo in professionali e privati? Quale ruolo viene riconosciuto alla realizzazione od alla invalidazione personale nel determinare la sensibilità ai contesti stressanti? Può esistere un alto livello di benessere organizzativo indipendente dalla realizzazione personale dei singoli individui? Le risposte a queste domande non sono sicuramente semplici ed immediate, ma ciò che vogliamo sottolineare è l’importanza di una visione globale e sistemica del fenomeno «Stress Lavoro Correlato» che permetta di comprendere le interazioni fra i vari livelli che contribuiscono alla problematica.

Il BTSA è uno strumento semplice e veloce utile ad individuare il livello di vulnerabilità allo stress presente in ciascun membro dell’organizzazione e a determinare il livello generale di energia e di efficienza presente nelle risorse umane, monitorando il rischio soggettivo nell’organizzazione.
Il rischio soggettivo è dunque un fattore individuale intrinseco che può abbassare fortemente la soglia oltre la quale compaiono i sintomi dello stress e diminuire la capacità di fronteggiarlo ed è correlato con il fenomeno della Falsificazione del Tipo e la PASS (Prolonged Adaptation Stress Syndrome) ***.


Il BTSA non si limita quindi alla mera rilevazione di presenza/assenza della percezione di stress nell'ambiente di lavoro, ma ne individua anche le eventuali fonti soggettive interiori in un’ottica di benessere generale, fornendo una prospettiva dinamica, in termini evolutivi, la quale prescrive maggiore attenzione alla creazione di contesti positivi che valorizzino le risorse ed i talenti individuali. Ciò che contraddistingue il BTSA è la grande attenzione alla realizzazione personale basata sulle forze intrinseche naturali che caratterizzano ciascuno di noi come presupposto imprescindibile per una vita personale e professionale salutari nonché dell’organizzazione stessa.

Nella pratica l’applicazione del BTSA al contesto aziendale fornisce la conoscenza di alcune variabili chiave di ciascun soggetto:

  • Profilo adolescente (nelle quattro dimensioni di base del pensiero)
  • Livello di competenze attuale (nelle quattro dimensioni di base del pensiero)
  • Livello di introversione/estroversione (in adolescenza e attuale)
  • Livello del Tono emotivo (e degli stressor esterni)
  • Individuazione della Preferenza Naturale (una delle quattro dimensioni di base del pensiero)
  • Valutazione del livello di Falsificazione del Tipo

Queste informazioni possono essere utilizzate dalla direzione aziendale la quale sarà l’unica e vera promotrice del cambiamento con lo scopo di sostenere la crescita di ogni singolo membro dell’organizzazione in base alle proprie doti (preferenza naturale) ed alla propria storia personale di sviluppo ed espressione di sé.

L’analisi BTSA fornisce anche l’indicazione della attività che corrispondono maggiormente alla preferenza naturale di ciascun individuo ed alle competenze raggiunte nel tempo.
In questa prospettiva il BTSA può essere inteso come un valido supporto alla prevenzione dei rischi e dei costi correlati allo Stress, peraltro dimostrati essere elevati.

(per ulteriori informazioni sulle applicazione per la tua azienda scrivi a info@btsa.it)

* Direttiva 89/391/CEE
D.Lgs 626/94
Accordo europeo 8 ottobre 2004
D.Lgs 81/2008
D.Lgs 106/2009
Legge regionale 22 gennaio 2010, n. 8 (BUR n. 8/2010)
**European Foundaton 2001, 2007
Eurostat 2002
Buckingham, M., Clifton, D. O. (2001) Now, discover your strengths. Free Press, New York
Harter, J.K., Schmidt, F.L. & Keyes C. L. M. (2002) Well being in the workplace and its relationship to business outcomes. A review of the Gallup studies. American Psychological Association
Darren Behar, Six out of ten staff find work a misery. Daily Mail October 17, 2001 pag. 28
***Benziger, Katherine. The Physiological and Psycho-Physiological Bases for Jungian Concepts: An Annotated Bibliography, KBA 1996.
Benziger, Katherine. Falsification of Type: It’s Jungian and Physiological Foundations & Mental, Emotional and Physiological Costs, KBA 1995.
Csikszentmihalyi, Mihaly. Flow: The Psychology of Optimal Experience: Steps Towards Enhancing the Quality of Life. Harper & Row Publishers. 1990.
Hafen, Brent Q. Mind/Body Health: The Effects of Attitudes, Emotions and Relationships. Simon & Schuster / Allyn & Bacon 1996.
Jung, Carl Gustav. The Psychology of Type. London 1926.
Justice, Blair, Ph.D. Who Gets Sick: How Beliefs, Moods and Thoughts Affect Your Health. Jeremy P. Tarcher, Inc. Los Angeles, 1987.
Haier, Richard. Cortical Glucose Metabolic Rate Correlates of Abstract Reasoning and Intelligence, Studied with Positron Emission, by Haier et al. unpublished paper from January 1988.
Haier, Richard. The Study of Personality With Positron Emission Tomography in Personality Dimensions & Arousal, ed. by Jan Stvelan & Hans J. Eyesenck.Plenum Publishing Company, 1987.

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