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Capitolo 5 

Lavorare Bene e con Facilità

Scelte professionali e successo
Il principio fondamentale


Cosa motiva le scelte professionali? Perché avete scelto il lavoro che fate? Queste domande sono state poste e vi si è risposto in moltissimi modi, da approfonditi studi statistici al delirante e curioso capolavoro di Studs Terkel: Working: People Talk About What They Do All Day and How They Feel About What They Do.  Il fascino di questi argomenti su di noi non si affievolisce. Ovviamente, il lavoro che scegliamo per la vita è molto legato a ciò che ci fa funzionare a un qualche livello fondamentale.

Gli approcci tradizionali alla materia si concentrano sui modelli di comportamento, sullo status socioeconomico, sulle capacità e le competenze apprese e sull'accesso a un'istruzione superiore, o sulla sua presenza, come elementi fondamentali di tale scelta. Tutti sono fattori importanti nel processo di scelta della professione.  È fondamentale riconoscere che anche la dominanza del cervello è una forza determinante nella nostra scelta di un lavoro che funzioni per noi.  Tutti conosciamo qualcuno che attribuisce la propria scelta di un determinato lavoro alla professione dei modelli di comportamento all'interno della famiglia: "Mio padre e mio nonno sono entrambi avvocati. Seguo la tradizione di famiglia" oppure "Non è mai mancato un medico in famiglia. Non ho mai pensato a un'altra scelta" o "In negozio dei Fratelli Rossi è un'attività a conduzione familiare. Era  scontato che dopo l'università sarei andato a lavorare lì".  Ci sono anche regole o pregiudizi sulla carriera che di solito molti considerano corretti e adeguati:  chi viene da una buona famiglia non diventa camionista; chi appartiene a una minoranza e a una famiglia a basso reddito non diventa agente di borsa; una ragazza da una famiglia modesta farebbe bene a puntare a diventare maestra, segretaria, infermiera o suora. Non sorprende che questi pregiudizi culturali abbiano avuto un enorme impatto sulle scelte professionali di molti.

Tuttavia, per ogni ragazzo che accetta uno stereotipo culturale o segue il modello comportamentale rappresentato da un genitore, ce n'è un altro che decide attivamente una via alternativa e fa una scelta di carriera personale. In effetti, non è raro che un figlio rifiuti apertamente il percorso suggerito o imposto dai genitori perché "non fa per lui".  Sono storie comuni.

"Mio padre è medico e voleva che anch'io lo diventassi. Ma non ci sono riuscito. Sono un architetto, proprio quello che volevo".
"Papà è un dirigente della Standard Oil. Ha sempre cercato di farmi interessare agli affari, ma non è pane per i miei denti. Sono un artista, un pittore".
"Papà era colonnello in aeronautica e mi ha mandato all'accademia militare, sperando di motivarmi ad arruolarmi. Immagino di averlo deluso molto, dal momento che la cosa non mi è mai interessata. Per nove anni ho indossato il saio e ora sono un fotografo freelance. In questo modo posso girare il mondo scattando fotografie e aiutando chi ne ha bisogno. Avevo co-fondato un'agenzia di viaggi qualche anno fa, ma l'anno scorso ho venduto la mia quota al mio socio. Ho bisogno di viaggiare di più, vivere avventure e aiutare gli altri".
Cos'è che ha spinto queste persone a scegliere proprio il loro lavoro? Perché alcuni lavori vanno bene e altri non sono accettabili? Perché si preferisce un lavoro a un altro?
Nella sua opera "Callings: Finding and Following an Authentic Life", Gregg Levoy sembra cogliere l'importanza della questione quando dice al lettore "What do you love is the question callings pose" [Cosa ci piaccia è la domanda che ci viene posta da ogni vocazione].  Dopodiché, ricorda al lettore che per sapere cosa amiamo, dobbiamo  ascoltare il nostro corpo nella sua totalità, per capire cosa gli piaccia fare.  (Harmony Books, New York, 1997, pagg. 21, 31).  Esplorando l'argomento da un'angolatura apparentemente diversissima, quella della neuroscienza, Mihaly Csikszentmihalyi, nel suo capolavoro del 1990 sul FLOW ( flusso ) , sottolinea che il Flusso è uno stato in cui chi ama davvero il proprio lavoro si trova naturalmente.  È lo stato che si crea facendo qualcosa che ci piace veramente fare, che rappresenti una sfida sufficiente a mantenerci interessati, ma non eccessiva, affinché la sfida non sia sostituita dall'ansia. Coloro che hanno vissuto il flusso parlano di un elevato livello di felicità interiore e soddisfazione, oltre a una sensazione generalizzata di benessere. Sia Levoy che Csikszentmihalyi indicano che il flusso è una realtà che chiunque può vivere.  Entrambi danno speranza al lettore.  Ma nessuno dei due offre al lettore un modo semplice e diretto per individuare le attività e le situazioni che creeranno il flusso nella sua vita.

La risposta parrebbe essere che possiamo tutti vivere il flusso scegliendo di fare cose che sfruttano la nostra preferenza o, come dice il padre della pianificazione del lavoro della vita Bernard Haldane, i nostri punti di forza affidabili.  È la nostra preferenza a determinare i generi di attività che mantengono la nostra attenzione senza difficoltà e ci corroborano.  Per di più, la percezione che abbiamo del nostro lavoro e di noi stessi giorno dopo giorno dipende in larga misura da quanto il lavoro sia conforme alla dominanza naturale del nostro cervello. Quando il lavoro corrisponde alla nostra preferenza, ci sentiamo supportati, intelligenti e corroborati.

 Quando la corrispondenza non c'è e il nostro lavoro attinge copiosamente a capacità non gestite dalla nostra preferenza, l'esperienza professionale è molto più negativa. Abbiamo difficoltà a concentrarci, ci sentiamo affaticati a fine giornata e spesso, mentre cerchiamo di imparare o di svolgere il lavoro, ci sentiamo stupidi. Questa esperienza di uso delle nostre modalità non preferenziale e comando tramite le stesse per ore e ore al giorno, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno è ciò che il dottor Carl Gustav Jung chiamava "Falsificazione del Tipo" .  È un'esperienza comune e frustrante, condivisa dal 70-80% della popolazione dell'odierno mondo industrializzato.   La Falsificazione del Tipo è tanto più importante poiché, come evidenziato dalle ricerche mie e della dottoressa Arlene Taylor nell'ultimo decennio, Jung ci aveva visto giusto quando aveva osservato che la prolungata falsificazione del tipo porta a malattia, depressione e collassi. 

Considerati questi semplici aspetti della vita, non sorprende che gravitiamo verso un lavoro che, secondo noi, corrisponde alla nostra preferenza.  In modo conscio o inconscio, questa regola guida molte delle nostre decisioni in ambito professionale. Siamo più attratti dai lavori che percepiamo dipendere molto dalla nostra preferenza. Cerchiamo di evitare i lavori che capiamo richiedere un uso frequente delle nostre modalità non preferenziali, soprattutto della nostra principale debolezza (la modalità diametralmente opposta alla nostra preferenza). Una volta ottenuto un lavoro, preferiamo opportunità di promozione ancora più in linea con chi siamo veramente. E se, una volta intrapreso un lavoro, l'esperienza ci dice che esso si baserà molto sulle nostre più grandi debolezze, spesso cerchiamo o creiamo motivi per lasciarlo.

Potete ricordare questo atteggiamento come la Regola Sveglio/Stupido. Prendendo decisioni di carriera e lavorative basate sull'efficienza naturale del nostro cervello, seguiamo la prima regola empirica fornita nel capitolo 1 per assicurarci successo ed efficacia sul lavoro.

Regola 1: Per sviluppare o nutrire la vostra autostima, oltre ad assicurarvi un'efficacia e un successo immediati, selezionate attività e persone che corrispondano alla vostra preferenza.

Per assistervi nell'usare le informazioni sulla dominanza del cervello per scegliere una carriera adeguata o per capire una persona e relazionarvi a essa con maggiore successo in una data professione, in questo capitolo sono presentati diversi esempi che dimostrano i tanti modi in cui le persone si dimostrano sveglie scegliendo la carriera giusta.  Sarebbe impossibile analizzare tutte le aree professionali.  Tuttavia, gli esempi su quattro categorie generali (affari, sanità, arte e leadership) hanno aiutato molte persone.  La speranza è che vi aiutino ad applicare il modello alla vostra vita e carriera.    Nel consultarli, potrà essere utile iniziare con l'area generale più vicina alla vostra. Sentitevi liberi di farlo, dal momento che non c'è un ordine giusto. Nel leggere ciascun esempio, pensate a una persona che conoscete e svolge quella professione. Quanto è descritta bene dalle informazioni che state leggendo? ...

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