[Glossario]

DOMINANZA CEREBRALE

In generale, il termine è stato utilizzato in riferimento alla preferenza naturale che ciascuno di noi ha per una delle quattro aree fondamentali del cervello, che sembra originarsi a seguito della composizione unica del cervello di ciascuno. È significativo il fatto che, dal momento che molti hanno sviluppato più competenze in una modalità non preferenziale e/o trascorrono più tempo utilizzando una modalità non preferenziale, la modalità più dominante in un determinato momento può non essere la DOMINANZA NATURALE, ma piuttosto la DOMINANZA SVILUPPATA. Infatti, alcune valutazioni e tecniche di test muscolari individuano la DOMINANZA SVILUPPATA di una persona e la considerano erroneamente quella NATURALE.

PREFERENZA

Tendenza naturale con basi fisiologiche a un particolare modo di pensare o essere. La preferenza per una delle quattro modalità è causata da una situazione biochimica, che ti consente di usare meno energia quando pensi secondo la modalità preferenziale, a causa di:

1.  una minor resistenza nel gap neuronale (spazio inter-sinaptico)

2.  un'attività più rapida nel gap neuronale.

Di conseguenza, le modalità preferenziali sono più “fredde” di quelle non preferenziali nelle tomografie a emissione di positroni del cervello. Inoltre, metabolizzano meno quando sono attive.

La preferenza per l'introversione o l'estroversione è causata direttamente dal livello di risveglio basale di un individuo.

COMPETENZA

In generale, capacità di sapere o fare basata sulla ripetuta attività neuronale lungo gli stessi percorsi.

Capacità di utilizzare un’abilità gestita da una delle quattro modalità di pensiero specializzate dal punto di vista funzionale, che esiste in seguito a utilizzo e pratica. Possono esistere competenze in aree di preferenza e di non preferenza. Questioni fondamentali della vita, come trovare appagamento e significato, spesso sorgono quando un individuo si identifica fortemente con una competenza che non è anche una preferenza.

COMPETENZA PREFERENZIALE

Competenza sviluppata nella modalità di massima preferenza naturale di una persona.

COMPETENZA NON PREFERENZIALE

Competenza sviluppata in una modalità diversa da quella di preferenza naturale di una persona.

ADATTAMENTO O FALSIFICAZIONE DEL TIPO

Fra le quattro modalità specializzate, l'adattamento o “Falsificazione del Tipo” prevede la costruzione, l'uso e la dipendenza da competenze in modalità non preferenziali. Col tempo, questo tipo di adattamento o Falsificazione del Tipo può portare anche a un'identificazione con le competenze non preferenziali che confonde il senso di sé dell'individuo. (cfr.: Falsificazione del tipo). Nell'area dell'introversione: L'estroversione, l'adattamento o la Falsificazione del Tipo prevedono la forzatura del sé a rimanere presente, a partecipare e ad accettare o superare le sfide dell'ambiente.

 R.A.S. - Sistema di Attivazione Reticolare

Il sistema di attivazione reticolare, situato nel nucleo del tronco cerebrale e collegato direttamente ai lobi frontali da un fascio rilevante di neuroni, regola il nostro risveglio, vale a dire grado e qualità del nostro sonno, della fase REM o dell'allerta.  È molto importante per il modello Benziger in almeno tre modi. Innanzitutto, come regolatore del nostro livello stabile di allerta, stabilisce e mantiene la quantità di informazioni o stimoli che assorbiamo, secondo per secondo, mentre siamo sveglio. In tal modo determina quanto siamo naturalmente introversi o estroversi.  In secondo luogo, come fondamentale collegamento di comunicazione fra i lobi frontali e le nostre riserve energetiche nel tronco cerebrale, è il veicolo attraverso il quale otteniamo l'energia necessaria per concentrare l'attenzione quando i lobi frontali ci indicano di farlo. Questa fornitura diretta di energia di concentrazione, provata in modo così intenso dalle persone con preferenze naturali in uno o entrambi i lobi frontali, spiega come e perché i pensatori frontali tendano a essere più pieni di energia di quelli basali. Si muovono e parlano in fretta, sono spesso visti dagli altri come persone intense e orientate al risultato, Tipi A. Inoltre, spiega come e perché i frontali diventino facilmente fanatici del lavoro. Semplicemente, non evitano né sfuggono a un dolore emotivo, il che rappresenterebbe una formazione della reazione, ma anche come attrazione verso la sferzata di energia che ricevono naturalmente attraverso questo sistema quando un frontale si fa carico di diversi nuovi problemi da risolvere.  Infine, il R.A.S. è il veicolo influenzato dall'ansia e dalla nostra risposta “combatti o fuggi” per aumentare rapidamente e temporaneamente il nostro livello di risveglio. Questo ci consente di essere improvvisamente e completamente all'erta, vedendo più di quanto vediamo normalmente, notando più cose del solito, quando ci troviamo in pericolo. Ci prepara a rispondere con successo al pericolo. Quando siamo soggetti a un qualche tipo di ansia cronica per mesi o anni, è il nostro R.A.S. a spostare il punto zero, in modo che siamo continuamente più all'erta nel nostro stato generale di veglia. Di conseguenza, diveniamo naturalmente più introversi finché non affrontiamo la fonte della nostra ansia cronica. Sebbene tale spostamento sia in una certa misura disorientante, è perfettamente logico, dal momento che ci rende più introspettivi, aumentando le possibilità che capiamo di vivere in condizioni di ansia cronica che ci "spaventano" e ci costringono a essere al limite, sempre un po' impauriti. L'ansia come tale è di solito conseguenza di una scelta di vita che abbiamo fatto o del modo in cui viviamo; il maggior livello di introspezione aumenta la probabilità che individuiamo il problema e lo risolviamo. Una volta fatto ciò e risolta la causa dell'ansia, torneremo in modo del tutto naturale al nostro normale livello di allerta.

PUNTO ZERO (Set point)

Il punto zero è il tipico livello stabile in cui opera un sistema umano. Può essere il nostro tipico peso forma. Può essere la nostra normale frequenza di battito cardiaco. Può essere la nostra normale frequenza respiratoria. Può essere il nostro normale livello di risveglio di veglia. In tutti i casi, determinati cambiamenti ambientali o del livello di attività possono causare una temporanea modifica nel relativo sistema. Se mangiamo troppo per qualche giorno, guadagniamo peso. Se corriamo, il nostro cuore batte più rapidamente. Se ci preoccupiamo, il nostro livello di risveglio aumenta. Tuttavia, in una persona sana tali aumenti sono temporanei. Quando l'attività o lo stimolo ambientale diminuiscono, il nostro sistema si riequilibra naturalmente al punto zero.

LIVELLO DI RISVEGLIO (Arousal)

Il nostro livello di risveglio identifica il nostro livello di attivazione stabile in stato di veglia, vale a dire quanto siamo all'erta mentre siamo seduti, completamente svegli, ma non attivamente stimolati a "pensare" concentrandoci su un problema. È un aspetto importante del modello Benziger, poiché ci dice quanto siamo naturalmente introversi o estroversi.  In merito al risveglio, la ricerca di Hans Eysenck suggerisce che le persone siano distribuite in modo continuo lungo una gaussiana. Quindi, il quindici per cento (15%) è molto all'erta, il quindici per cento (15%) è all'erta in misura minima e il settanta per cento (70%) è a metà strada.  Va sottolineato che coloro che sono molto all'erta assorbono molte più informazioni al secondo delle persone medie e sono visti dagli altri come introversi. Sembra che ciò avvenga perché, trovandosi in uno stato di allerta così elevato, queste persone tendono a "sovraccaricarsi" più rapidamente, soprattutto in ambienti ricchi di stimoli (rumorosi, vari, colorati, ricchi di eventi). Quando ciò avviene, tendono a isolarsi per controllare o limitare il livello di stimoli in entrata e per dare senso a tutto ciò che hanno già assorbito.

ESTROVERSIONE

Avere un livello naturale di risveglio basso, che porta l’individuo a cercare livelli di stimolazione più alti del consueto per “sentirsi vivo”.  Fra i modi più tipici in cui l’estroverso cerca stimolazione troviamo: il tentativo di influenzare o controllare il proprio ambiente, affrontare gli altri, mettersi in competizione, frequentare feste o eventi affollati in cui “c’è movimento”.

INTROVERSIONE

Avere un livello naturale di risveglio alto, che porta l’individuo a cercare livelli di stimolazione più bassi del consueto per non sentirsi travolto. Nell’arco degli anni, questo bisogno di non essere travolto dagli stimoli esterni si trasforma in uno stile di pensiero concentrato interiormente, che può apparire introverso, pensieroso, calmo o addirittura solitario a persone più estroverse. I tipici modi in cui l’introverso cerca di controllare il livello di stimolazione includono: trascorrere il tempo leggendo, riflettendo o comunque solo, evitare gli altri o essere accondiscendente con loro, competere principalmente con se stesso o con la propria immagine di sé, partecipare a feste piccole o frequentando locali fuori mano.

FRONTALE

Tendente a essere molto concettuale, avente forti competenze in entrambi i lobi o modalità frontali, con competenze ridotte o nulle nelle due modalità basali.

LOBI FRONTALI

Il lobo più avanzato dell’emisfero cerebrale destro e sinistro, situato immediatamente dietro la fronte.

BASALE

Tendente a essere molto concreto, viscerale o disinvolto, avente molte competenze in entrambi i lobi o modalità basali, con doti ridotte o nulle nelle due modalità frontali.

LOBI BASALI

Nome attribuito dalla dott.ssa Benziger alla convessità corticale posteriore 25 anni fa, quando si pensava che la parte posteriore della corteccia ricevesse esclusivamente dati sensoriali e fosse divisa in lobo occipitale, parietale e temporale, ciascuno concentrato su un tipo diverso di dati o input sensoriali.

AREA DI BROCA

La specializzazione funzionale fu suggerita per la prima volta negli anni sessanta del XIX secolo da un chirurgo francese, il quale osservò come un danno a una particolare regione del lobo frontale anteriore portava a un disturbo del linguaggio noto come afasia. L'area, ormai da tempo considerata come la regione del cervello "naturalmente codificata con la struttura del linguaggio", è nota come area di Broca in onore del suo scopritore.

LOBI OCCIPITALI

I lobi occipitali fanno parte della convessità posteriore ed erano detti lobi sensoriali insieme ai lobi parietali e temporali. Sono la sezione in posizione più arretrata di ciascun emisfero cerebrale e sono responsabili dell'elaborazione degli input visivi degli occhi. Nel modello Benziger, i lobi occipitali sono considerati una parte delle modalità basale sinistra e basale destra. L'occipitale sinistro vede oggetti come libri, scrivanie, sedie, tavoli, matite e computer. L'occipitale destro vede colori, espressioni del volto e comunicazione non verbale.

LOBI PARIETALI

I lobi parietali fanno parte della convessità posteriore ed erano detti lobi sensoriali insieme ai lobi temporali e occipitali. I lobi parietali si trovano immediatamente dietro quelli frontali, da cui sono separati dalla parte centrale della scissura di Rolando. Nel modello Benziger, i lobi parietali sono considerati una parte delle modalità basale sinistra e basale destra. La ricerca conferma che il lobo parietale destro è sede di quella che viene definita “esperienza spirituale”, un'altra possibile ragione per cui i basali destri sono così interessati all’amore e all’affetto.

LOBI TEMPORALI

I lobi temporali fanno parte della convessità posteriore ed erano detti lobi sensoriali insieme ai lobi parietali e occipitali. Tali lobi sono in basso rispetto a quelli parietali, situati sotto la scissura silviana su ciascun lato. Nel modello Benziger, i lobi temporali sono considerati una parte delle modalità basale sinistra e basale destra. Entrambi i lobi temporali elaborano input sonori. Una specialità del lobo temporale sinistro sembra essere l'acquisizione di parole o di un vocabolario. I lobi temporali destri elaborano le informazioni tonali che identifichiamo come "tono di voce". In altre parole, il temporale sinistro sta attento a ciò che dici e il temporale destro a come lo dici.

AREA DI WERNICKE

Dopo il lavoro di Paul Broca, Carl Wernicke scoprì che, oltre all'area avente a che fare con la struttura, c'era un'area che definì "il nodo del linguaggio" nel lobo temporale dell'emisfero sinistro. Il fatto che due aree discrete fossero coinvolte nell'elaborazione del linguaggio era sorprendente per i funzionalisti. Ancora più problematiche si rivelarono le letture degli elettroencefalogrammi che suggerivano elevati livelli di attività nell'area basale destra per alcune persone. Sebbene, secondo alcuni, questo indicherebbe la distribuzione effettiva delle capacità linguistiche, non sono stati effettuati test e osservazioni precisi. La dott.ssa Benziger ipotizza che le doti linguistiche "apparenti" nell'area basale destra non siano vere e proprie parole, ma piuttosto gli aspetti tonali e ritmici del linguaggio che vengono gestiti in quell'area. Recenti ricerche hanno confermato questa divisione del "lavoro", mostrando come i bambini piccoli usino la destra per ascoltare i toni ma la sinistra per ascoltare le parole mentre le memorizzano; dopodiché possono riconoscere e riascoltare quelle stesse parole nell'area basale sinistra.

CORPO CALLOSO

La corteccia cerebrale è divisa in due dalla scissura longitudinale, che separa i due emisferi destro e sinistro. Gli emisferi, pur essendo separati, sono in grado di comunicare attraverso il corpo calloso, una rete neurale che corre fra loro.

MIELINIZZAZIONE

Formazione di materia bianca grassa attorno ad alcuni neuroni. I nervi possono funzionare senza essere mielinizzati. Anche quelli che divengono mielinizzati funzionano prima della mielinizzazione. Tuttavia, la mielinizzazione ne altera il funzionamento in modi considerevoli. Aumenta la velocità di conduzione. Aumenta il tasso massimo di attività nervosa. In tal modo, il nervo riesce a funzionare più a lungo senza affaticamento. La mielinizzazione, inoltre, protegge il nervo da stimoli irrilevanti.

NUCLEO RETTILIANO

La parte interna o nucleo del cervello umano. Reso popolare da Paul MacLean nel suo modello di cervello uno e trino e descritto dalle persone che lavorano con le reazioni di stress come sede della risposta “combatti o fuggi”, che se incontrollata può danneggiare la biochimica di una persona. Questa parte del cervello controlla e monitora il sistema nervoso autonomo, compresi aspetti come il battito cardiaco e l’attività polmonare. 

SISTEMA LIMBICO

Il cervello centrale come viene indicato nel modello di cervello uno e trino di Paul MacLean. In genere si ritiene che sia legato alle emozioni, alla temperatura corporea e al comportamento sessuale, nonché alla memorizzazione e al recupero dei ricordi. 

PRIMA LEGGE DELLA CIBERNETICA

“L’unità all’interno del sistema con più risposte comportamentali controlla il sistema” è la prima legge della cibernetica, altrimenti nota come scienza dei sistemi. È utilizzata nel modello Benziger per spiegare perché l’individuo multidominante tende a controllare e guidare il proprio ambiente e a raggiungere la vetta di molte organizzazioni. È utilizzata anche come argomento per sviluppare l’accesso al cervello completo.

LE QUATTRO FUNZIONI

Definizione di Carl Gustav Jung delle quattro aree corticali di specializzazione funzionale, che la dott.ssa Benziger identifica come Frontale Sinistra, Basale Sinistra, Basale Destra e Frontale Destra.

PENSIERO

Definizione di Jung delle doti di logica, analisi funzionale, soluzione di problemi e processi decisionali dell'area Frontale Sinistra.

PERCEZIONE

Termine o definizione di Jung delle doti di ordinamento, manipolazione e correlazione a oggetti fisici e suoni in modo che porti a una concentrazione su attività rilevanti dal punto di vista funzionale, affidabili e produttive dell'area Basale Destra.

SENTIMENTO

Termine o definizione di Jung per le doti di armonizzazione di suoni e oggetti dell'area Basale Destra. È significativo che la funzione del sentimento di Jung, che monitora i segnali non verbali dell'uomo e capisce quando una persona è felice, arrabbiata, spaventata, triste o esausta, sia una funzione corticale specializzata e, come tale, sia distinta dalla risposta di generazione di emozioni del sistema limbico, che rifletta la percezione (conscia o inconscia) di una persona a come si sente o come viene trattata.  Le emozioni sono un chiaro pacchetto di risposta generato dalle regioni limbiche del nostro cervello. La funzione del sentimento è la capacità di leggere e interpretare i segnali e le esperienze corporee che accompagnano tali emozioni. Quindi le emozioni si trovano, non a caso, lungo un continuum che va dall'entusiasmo al dolore, mentre la funzione del sentimento ha in genere un interesse ponderato e concentrato sul sostegno a condizioni che ottimizzino l'armonia e alimentino le emozioni positive.

INTUIZIONE

Termine o definizione di Jung per le doti di osservazione di modelli astratti (tendenze) o di lavoro con modelli inesistenti o invisibili (fantasia, chimica) dell'area Frontale Destra, usando l'immaginazione per visualizzare ciò che è e che può essere.

TIPO

Termine di Jung per una determinata categoria di persone. In Tipi psicologici, Jung collega esplicitamente il tipo alla funzione, affermando che vi sono 4 tipi (4 categorie prevedibili di persone/personalità), uno per ogni funzione. Pertanto, i 4 tipi di Jung sono analoghi alle 4 modalità o aree di specializzazione funzionale della Dottoressa Benziger (cfr.: preferenza). Un aspetto fondamentale è che oggi sappiamo che ciascuna di queste quattro aree è responsabile di un "tipo di pensiero specializzato dal punto di vista funzionale" specifico e distinto. John Beebe, uno junghiano contemporaneo che scrive di "Integrità in profondità", suggerisce che sia più utile identificare 8 tipi specifici - indicandone 2 in più - per ciascun tipo generale o funzione / estroverso e introverso.  A sua volta, Myers-Briggs presenta 16 tipi: due modelli duplici-dominanti per ciascun modello individuato da Beebe - Il primo specifica ulteriormente il tipo generale, aggiungendo uno o due possibili ausiliari. Il secondo aggiunge l'altra possibile ausiliare (ad esempio, invece di considerare semplicemente il sentimento come un tipo, come fanno Jung e la dottoressa Benziger, o sentimento introverso ed estroverso, come fa Beebe, Myers-Briggs individua sentimento-percezione estroverso; sentimento-intuizione estroverso; sentimento-percezione introverso e sentimento-intuizione introverso).

FALSIFICAZIONE DEL TIPO

Definizione di Jung per tutte le situazioni in cui una persona ignora o nega spesso e coerentemente il proprio tipo o Preferenza Naturale, a favore di una modalità o funzione più apprezzata, accettata e premiata da chi la circonda. I costi della falsificazione individuati da Jung sono nevrosi e spossatezza. Il lavoro della dottoressa Benziger sulle basi psicologiche e fisiologiche della Falsificazione del Tipo corrobora scientificamente i risultati e le idee di Jung.

RESISTENZA ELETTRICA CORTICALE

La resistenza al flusso libero e senza ostacoli di corrente/elettricità lungo un particolare percorso del cervello, che determina quanto sia per noi naturalmente facile o difficile una nuova capacità o modo di fare qualcosa. Il Dottor Richard Haier ha dimostrato che la resistenza elettrica corticale varia notevolmente, indipendentemente dal livello di competenza. Il modello Benziger propone che ciascuno di noi abbia un'area fisica della corteccia che gode di un livello innato naturalmente basso di resistenza elettrica e che questa sia la regione strutturale per cui la maggior parte delle persone ha una preferenza distinta, decisamente più facile e soddisfacente da usare dal punto di vista personale.

FLUSSO

Definizione di Mihaly Csikszentmihalyi dell'esperienza percepita che le persone raccontano quando sono libere di fare ciò che riesce loro più facile e naturale. Secondo Csikszentmihalyi, per flusso si intende: percepire un'eccitazione o concentrazione positiva mentre si fa ciò che ci piace fare e si è assorbiti in ciò che si fa; perdere il senso del tempo e, in generale, avere la sensazione che il tempo sia passato rapidamente. Csikszentmihalyi ha collegato il fatto che le persone vivano il flusso facendo cose molto diverse alle differenze di capacità delle persone, ma non si è spinto oltre per tentare di individuare le fondamenta fisiologiche di tali differenze. Quindi, anche se Csikszentmihalyi sa che vivere il flusso è desiderabile e positivo per il nostro benessere, non arriva a sviluppare un modo tramite cui sia possibile individuare le nostre doti naturali e, di conseguenza, le attività che ci rendano più facile l'esperienza del flusso.  La dottoressa Benziger suggerisce che il flusso rappresenti una persona che usa le proprie preferenze naturali in un ambiente collaborativo e arricchito; tutto questo, avvalendosi di BTSA e del modello Benziger per individuare le doti e, di lì, una serie di attività soddisfacenti e significative dal punto di vista personale, che producano flusso.

EQUILIBRIO OMEOSTATICO

La posizione stabile naturale, la percentuale, il tasso o il livello che caratterizza molti aspetti della fisiologia umana quando tutto va bene e c'è la salute. Un esempio fondamentale è il rapporto di consumo energetico fra il nostro cervello e il resto del corpo, che è 20:80, o 20% per il cervello e 80% per il resto del corpo. È significativo che, quando questo tipo di equilibrio omeostatico si smarrisce, come quando il cervello di una persona con falsificazione cronica del tipo usa più del 20% dell'energia disponibile, il corpo nel suo complesso può essere spinto in funzionamento catabolico.

METABOLISMO: ANABOLICO E CATABOLICO

Il processo anabolico immagazzina energia e costruisce tessuti quando una persona è in salute, mangia bene, fa esercizio fisico e si riposa. Il processo catabolico spezza energia, cibo e tessuti per ottenerne nutrimento ed energia quando una persona non mangia bene, non fa esercizio fisico e non riposa abbastanza o quando, per qualche ragione, aspetti fondamentali della fisiologia di quella persona sono sbilanciati a causa dello stress (ivi incluso lo stress prodotto dalla Falsificazione del Tipo), cambiamenti, malattia, ecc. Una situazione catabolica prolungata indebolisce il corpo e lo rende vulnerabile alle malattie.

P.A.S.S.

Sindrome da Stress di Adattamento Prolungato. Si tratta della sindrome medica individuata dalla dott.ssa Arlene Taylor, che si verifica quando una persona Falsifica il Tipo. La sindrome include otto sintomi medici prevedibili. I sintomi e la sindrome sono molto simili alla sindrome da stress post-traumatico. Per una descrizione più dettagliata della PASS, cfr. capitolo 8 di Neurofitness.

CONVESSITA’ POSTERIORE

Porzione posteriore di ciascun emisfero cerebrale. Sede delle modalità Basali.

CORTECCIA CEREBRALE

La parte del cervello filogeneticamente più recente. La sede del pensiero cosciente.

CRISI DI MEZZ’ETA’

Un disturbo emotivo interiore e personale, spesso vissuto intorno alla mezza età da coloro che, per "adattarsi", hanno abbandonato la Dominanza, ma che ora sono probabilmente motivati dall'esigenza di "ritrovare se stessi".

MONOMODALE

Una persona che ha sviluppato una sola della quattro modalità.

BIMODALE

Una persona che ha sviluppata due delle quattro modalità.

TRIMODALE

Una persona che ha sviluppato tre delle quattro modalità.

QUADRIMODALE

Una persona che ha sviluppata tutte e quattro le modalità.

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